2014 3 luglio

''Eros e bellezza preludio della fine 1892-1914 Vienna-Grado''

''Eros e bellezza preludio della fine 1892-1914 Vienna-Grado''
venerdì 4 luglio 2014 alle ore 21.15 al “Velarium”

venerdì 4 luglio 2014 alle ore 21.15 al “Velarium”
all’interno dell’ingresso principale
della spiaggia di Grado, viale Dante 72
all’inaugurazione della mostra

"Eros e bellezza preludio della fine 1892-1914 Vienna-Grado"
curata da Marina Bressan

 

 

VIENNA - GRADO 1892-1914. EROS E BELLEZZA PRELUDIO DELLA FINE 1892-1914 VIENNA-GRADO

GIT, sala mostre all’ingresso principale della spiaggia

4 luglio 2014 – 28 agosto 2014

Orari: 18-23

 

Nella Vienna di fine secolo in cui la figura femminile occupa un rango di eccellenza, la bellezza assume la funzione superiore di simbolo, come nella Salomè

o nella Nuda verità di Klimt, e la mantiene anche nel capovolgimento
infernale e nella rivelazione dell’orrore che ci offre Egon Schiele.
La
femminilità è intesa a Vienna e nel suo territorio spirituale come nodo che stringe insieme bellezza e intelligenza, energia morale e dominio sulla sfera
dell’azione, e il mondo mitteleuropeo è illuminato, proprio a fine secolo, da donne irripetibili, nelle quali ai connotati già detti si aggiunge qualcosa di
ulteriormente superiore: Alma Mahler, Lou Andreas Salomé, Berta Zuckerkandl, Emilie Flöge, Adele Bloch-Bauer…

 

Dal 1897 esisteva il movimento artistico denominato “Wiener Secession”, promosso dallo scrittore Ludwig Hevesi e dal pittore Gustav Klimt,
che chiamarono a sé importanti artisti fra i quali Kolo Moser, Alfred Roller, Josef Hoffmann, Josef M. Olbrich, Josef M. Auchentaller, Ernst Stöhr,
Otto
Wagner e diverse donne.

 

Letterati come Rainer Maria Rilke, Hugo von Hofmannsthal lavorarono in sintonia con gli artisti per perseguire il fine di essere europei,

portando l’arte al di fuori dei confini della capitale. Ciò significava assai più “tradizione” che “rivoluzione”; la lingua latina usata per intitolare la
mirabile rivista della Secession, «Ver Sacrum», ne era la prova.
L’antica Roma
repubblicana chiamava “primavera sacra” la trasmigrazione delle giovani generazioni verso altre terre, per fondare colonie, ma non soltanto per motivi
demografici, economici, di conquista; anche e soprattutto per infondere il sangue e lo spirito della propria natura.

 

La rivista, pubblicata dal 1898 al 1903, era un omaggio all’ideale di bellezza che promana con evidenza fisica nel suo abbagliante splendore, in cui
pittura, grafica, poesia e musica si fondono in un tutt’uno.

 

E’ una bellezza enigmatica, come la bellezza di Vienna, la bellezza di Sissi, la bellezza delle pagine di «Ver Sacrum», ma anche sensuale come
sensuali sono le donne di Klimt. E la femme fatal ad essere protagonista: celebrazione ambivalente della bellezza femminile, in cui i
paramenti preziosi del suo trionfo sono anche la sua prigione.
Donne fasciate
in guaine dorate, i cui volti e mani rivelano una delicata tensione spirituale che rimane tuttavia sospesa, immobilizzata entro la cornice formale.

 

L’erotismo era per Klimt “la porta per il paradiso”. Ritrasse donne simbolo di voluttà, le immortalò anche in posizioni intime o nella dolcezza dell’abbandono.
Giochi di ambiguità, volto estatico dell’eros, passione
sublimata in arabeschi eleganti e struggenti, perché l’estasi erotica per Klimt non può che essere declinata al femminile, proprio per quella capacità di abbandono tanto demonizzata dalla cultura misogina di fine secolo.
Donne appena
vestite, nudi dormienti furono accettati dalla borghesia e dall’aristocrazia viennese: con la ricchezza e l’opulenza della rappresentazione Klimt vinse i
pregiudizi morali.

 

Con altrettanta abilità, scevra tuttavia della componente erotica, Josef Maria Auchentaller, membro della Secessione viennese e amico personale di
Gustav Klimt, residente da tempo a Grado, immortalò splendide figure femminili, tra cui la moglie Emma. L’artista, che si trasferì sull’Isola, incantato dalla
sua bellezza, la esaltò nei suoi quattro elementi aristotelici: la terra (spiaggia e laguna); l’acqua (il mare azzurro), l’aria (il cielo ricco di nuvole e le nubi hanno la sostanza dei sogni), il fuoco (l’operosità dei suoi abitanti).
La bellezza femminile sprigionava dalla sfilata di “sirene”, di
bagnanti che gareggiavano in bellezza e nell’audacia dei primi costumi.
La
bellezza a Grado si rifletteva però anche nei simposi culturali, che avevano luogo in particolare nella “Pension Fortino” o a Villa Bauer, perché la
“Bellezza” a Vienna come nella stazione balneare trovava radici anche nella cultura.

 

GIT, sala mostre all’ingresso principale della spiaggia

4 luglio 2014 – 28 agosto 2014

Orari: 18-23;

 

 

Curatrice:
Marina Bressan

 

 

 

Eros e
bellezza preludio della fine. 1892-1914 Vienna-Grado

 

di Marina Bressan

 

Edizioni GIT Grado

 

 





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